Il proprietario e il suo schiavo del sesso

Mistress Godiva si esercita con uno schiavo all'ANDREA DIPRE' PER LEI

Porno e sesso con madre e figlio

Gran Mestro di Piedi. CAPITOLO PRIMO Lei non lo sopportava più, la sua vicinanza le dava un senso di nausea, gli aveva detto tante volte che voleva lasciarlo, che voleva rifarsi una vita con un altro e che questa scelta sarebbe stata la migliore anche per lui. Se vuoi stare con me potrai farlo, ma non più come il mio ragazzo, ma come mio schiavo". Ai piedi aveva delle scarpe aperte con tacco leggermente alto. Poi, sedendosi sul suo petto e prendendo la mira, comincio a sputare sul suo viso in quanto, lei diceva, bisognava disinfettare.

Le conversazioni non furono lunghe ma in questo frangente, lui doveva leccarla mentre parlava, in quanto, diceva lei, la sua lingua era stimolante per la conversazione. Marzia pur restando seduta sullo stomaco, cambiava spesso posizione; ogni tanto tirava su le il proprietario e il suo schiavo del sesso appoggiandosele sul petto dello schiavo in maniera tale che i suoi piedi toccavano la faccia e quindi lui leccava.

La posizione era quella classica che si assume quando si va al gabinetto. Bevve lentamente il suo cognac poi, spostandosi un po' indietro mise la fica già bagnata sulla sua bocca, quella scena in TV era finita ma la sua eccitazione no.

Infine venne copiosamente dentro la bocca sotto di lei. Sarai presto il nostro gabinetto, faremo l'amore sopra di te, balleremo sopra di te.

A letto fu fatto sdraiare al contrario in modo che la sua faccia formasse un comodo cuscino per i piedi di lei.

Le ore trascorsero lente per Gino, chissà perché ma i piedi della padrona li sentiva sempre sulla sua faccia, eppure non lo faceva il proprietario e il suo schiavo del sesso visto che dormiva profondamente. Al risveglio Marzia, alzando il lenzuolo, vide che tutte cinque le dita del suo piede sinistro erano infilate dentro la bocca del suo schiavo, il quale vinto il proprietario e il suo schiavo del sesso stanchezza dormiva profondamente. La Padrona sorrise, era soddisfatta, mosse leggermente le dita dentro la bocca e quasi automaticamente la lingua scattava e leccava, era compiaciuta del suo potere.

Vieni metti la testa fra le mie gambe e dammi il proprietario e il suo schiavo del sesso buon giorno come si conviene.

Il sapore aspro, accompagnato da pezzetti che erano rimasti nelle vicinanze dell'orifizio e che ora si trovavano sulla superficie della sua lingua, gli fecero capire quanto era difficile la strada che aveva intrapreso. Un tavolo in legno massiccio, molto alto, intarsiato ai bordi da figure di donne in catene, era accompagnato da quattro sedie proporzionate, anch'esse in legno massiccio, con gambe grosse e per questo motivo non c'era nessuna sbarra trasversale che le sostenesse.

Il poggia spalle e la base erano in cuoio. La particolarità era data dal fatto che al centro della base c'era una apertura lunga 10 cm. Il proprietario del negozio fece notare anche una poltrona in stile Luigi, che a prima vista non presentava alcuna particolarità, invece dal fondo uno sportellino rotondo si poteva togliere e praticamente se sotto il buco vi fosse stato un pitale, si, sarebbe potuto trasformare in gabinetto.

Dopo aver dato l'acconto si misero d'accordo che la consegna sarebbe avvenuta l'indomani mattina. Gino dovette scendere due volte per riuscire a portare su tutta la roba. Si; debbo ammettere che mi sei mancato. Vai a prendere l'imbuto più grande che ho comprato oggi. La Padrona gli tolse l'imbuto dalla bocca e si fece ripulire per bene. Il risciacquo la vide riprendere il suo posto naturale che era col sedere appoggiata alla faccia di lui.

Dopo aver sistemato tutto quello che era stato acquistato nel pomeriggio. Tu sai che sono contenta di come procede il tuo tirocinio? Non voleva accettarlo ma in fondo non voleva perdere Marzia. Al limite c'è sempre tempo per tirarsi indietro, ma lui stesso non credeva a quello che stava pensando. Il risveglio della Padrona fu reso più dolce dalle carezze della lingua servile. La colazione fu pronta in qualche minuto e Marzia mangio' con gusto e alla fine disse:" Questa colazione era ottima; ora tocca a te.

Preparati in bagno perché è pronta. Quando ebbe finito con quello che aveva in bocca pensava di aver terminato, ma fu il piede della Padrona che. Infine quando pensava di aver davvero finito.

Mangerai solo la mia. Ora vieni con me in bagno. Finalmente Gino poté riposarsi dono aver rimesso tutto in ordine. Paolo si convinse anche perché Marzia era stata chiara; al suo schiavo non avrebbe rinunciato. I due si sedettero sul divano lo schiavo fu fatto stendere ai loro piedi in modo che loro ve li potessero poggiare sopra.

Vieni qui subito! La Padrona socchiuse gli occhi, anche Paolo si stava eccitando, si avvicino e bacio' a lungo la sua amante. Lo schiavo slacciato, accompagno' i Padroni in bagno dove la nuova poltrona toilette aveva preso il posto di alcune piante ornamentali. La lingua del sottomesso non si era fermata un attimo e il bagliore luminoso negli occhi di Marzia non faceva presagire nulla di buono per lui.

Siediti vicino a me. Ma non gli faremo male'. Nella stanza risuonavano le note di "Love me Tender", gli amanti stavano ballando, il proprietario e il suo schiavo del sesso muovevano solo il corpo e intanto si baciavano, mentre le mani di Paolo erano sulle natiche di Marzia.

Gino da sotto vedeva le carezze la sua disperazione, la sua umiliazione e la sua fatica formavano un cocktail micidiale e sentiva il suo cuore e la sua mente ribellarsi, ma si sentiva come ipnotizzato.

Il cazzo duro di Paolo era rivelatore del suo stato d'animo. Devo venire. Ad ogni abbassamento corrispondeva un rumore secco che era quello delle natiche sulla faccia dello schiavo. TU, alzati da terra e vai al tuo posto sul divano.

Non lo lasci riposare? I padroni pisciarono nel water vivente, poi fu permesso anche a lui di liberarsi e infine andarono a letto. Era incastrato, da qualunque parte avesse girato la testa avrebbe avuto o il cazzo o il culo del Padrone, o il culo e la fica della Padrona; il lenzuolo copriva tutto.

L'ora la vide al suo orologio. La sua guancia era appoggiata alle natiche della Padrona, quando lei sempre dormendo, emise un piccolo peto trovandosi a pochi millimetri gli venne spontaneo dare un bacetto a quella magnifica carne.

L'ordine che aveva ricevuto era perentorio: non poteva alzarsi se non alle 8 e 15 momento In cui avrebbe dovuto preparare la colazione. Tutto sommato ormai col culo della sua Padrona, c era un rapporto di affetto; forse lo stare insieme molte ore glielo faceva sentire un amico che da sicurezza. Gino rifletteva che ancora non poteva giudicarlo, non lo conosceva bene.

Forse già quella stessa mattina avrebbe dovuto approfondire la conoscenza, ma ora lo considerava un estraneo. Questi pensieri autoironici in fondo avevano una parte di verità: le natiche di Marzia gli infondevano una strana sensazione di benessere, e lui ne sentiva un gran bisogno. Certo la situazione in cui si era cacciato era tale che ogni giorno che passava lui si sentiva sempre piu assoggettato alla volontà altrui e che da solo ben difficilmente si sarebbe tirato fuori.

Qualche minuto dopo la colazione fu portata al loro cospetto. Erano le 10 quando uscirono avvertendolo che sarebbero tornati nel pomeriggio.

Un bacio sui piedi dei Padroni fu il benvenuto che lui poteva dare. Gli ordinarono di portare loro due birre fresche, si sedettero sul divano e vi si appoggiarono i piedi sopra. Per mangiare al solito Gino aveva già tutto predisposto sopra il tavolo e quindi si era piazzato sotto la sedia e fu allacciato dalla sua Padrona che nel frattempo si era cambiata e aveva messo addosso la vestaglietta corta.

Quando lei stava per sedersi al suo posto Paolo chiese: "Marzia mi cederesti quel posto per questa sera? Comunque voglio sperare che non ti siederai con i pantaloni addosso? La cena fu ottima, i due si spostarono in soggiorno. L'occasione che era valsa per la sedia Paolo chiese fosse valida anche per il divano. Pisciarono nel cesso umano e si adagiarono sul letto, permisero il proprietario e il suo schiavo del sesso schiavo di liberarsi a sua volta. Immaginatevi le risate dei due. La Padrona diede invece un colpetto che il proprietario e il suo schiavo del sesso essere più un premio che una punizione.

I soliti movimenti non lo disturbarono più di tanto, ormai si stava velocemente abituando, ma come sempre accade quando ci si sveglia sempre alla stessa ora, Gino alle 6 era già completamente sveglio e la luce forte che penetrava dall'esterno attraverso le imposte semichiuse, riusciva ad attraversare anche il lenzuolo da cui era coperto.

Rifletteva questa volta molto seriamente, circa lo strano senso di sicurezza che i glutei della Padrona riuscivano a infondergli, certo normale questo non era, pero' in quel gran senso di frustrazione interiore, bisognava assolutamente trovarsi un appiglio, con chi Poteva confidarsi?

Con i colleghi dello Studio? Con gli amici? Cosa avrebbe potuto dire, sono diventato un cesso? No, anche questo era impossibile, piuttosto bisognava organizzarsi nel lavoro per riuscire a servire i suoi Padroni prima che questi andassero a lavorare a partire dall'indomani. La settimana il proprietario e il suo schiavo del sesso ferie sua e della sua padrona finiva quel giorno.

Prima di partire aveva ordinato al suo schiavo di obbedire ciecamente a Paolo. Lo schiavo aveva un aspetto orribile, i segni delle percosse erano talmente tanti che il corpo del poveretto il proprietario e il suo schiavo del sesso tutta una piaga.

La faccia era smagrita ed era anche molto evidente che aveva preso una brutta influenza. Volevo approfittare di lui mentre non c'eri; cosa c'è di male? Falla finita!

Ciao come stai? È diventato un santo"? Qualche chilometro prima di arrivare alla casa, Marzia mise un collare al collo di Gino e si tenne in mano il guinzaglio.

Tu schiavo prendi la valigia e disfala sistemando tutto per bene. Anche Carla, al pari di Marzia era una bellissima ragazza, entrambe avevano 22 anni, un corpo statuario, alte 1,75, biondo vivo era il colore di capelli di Carla, castano scuro invece i capelli di Marzia ma il loro sedere era talmente bello di lasciare senza fiato gli intenditori. Le due donne andarono a sedersi sul divino nel soggiorno "Allora mi vuoi spiegare?

Ho creduto che avrebbe resistito poco e invece sono più di due mesi che dura. Ho scoperto che averlo come schiavo mi piace da impazzire" "ma cosa gli fai fare? Vedrai e se vorrai, parteciperai nei fatti il proprietario e il suo schiavo del sesso dimostrazione; in quello che lui ora e diventato.

Brava, sei stata grande si, ti ammiro, peccato che tu…" "E chi te lo dice? Se vorrai potrai venirmi trovare il proprietario e il suo schiavo del sesso Torino, solo una cosa ti chiedo non farmi sentire impegnata, perché non voglio legami troppo stretti Se ci stai, baciami.