Il sesso Allinizio del cinema

76. Mostra del Cinema - La vérité

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Ancora una volta Shakespeare è l'ispiratore di Javier Maríassapiente e appassionato decifratore degli enigmi disseminati nella sua opera dal sommo drammaturgo. Ma il titolo del romanzo lascia volutamente sospesa la misteriosa conclusione il sesso Allinizio del cinema verso shakespeareano, destinata poi a rimbalzare come un mantra attraverso oltre quattrocentocinquanta pagine: "e il peggio resta indietro". Musica per le orecchie di chi ama Sofocle e Picasso, Hitchcock e Stravinskij.

Solo attraverso l' arte riusciamo a volte a percepire, come un fulmineo insightla nebulosa complessità del reale e la mistificazione operata dal ricordo e dal pensiero.

In questo consiste anche la letteraturaun "modo superstizioso di spiegare l'inesplicabile". Nel suo cammino apparentemente lineare invece la vita è un fiume disseminato di enigmi, che muta il suo percorso a seconda della sponda da cui lo si guarda. Ambigui sono gli uomini, le donne e i rapporti che intrattengono.

Il sesso e la castità, gli amori e le amicizie, i piaceri e i dispiaceri. La fedeltà e il tradimento. Ambigui sono il passato e il futuro, il ricordo e la dimenticanza. Per non parlare della morale e della giustizia.

Javier Marías scoperchia il baule quel tanto che basta per farci dire il sesso Allinizio del cinema, ho visto". Adesso basta, chiudo l'ultima pagina. E il peggio resta indietro. Ma nel copione del melodramma Marías mette in scena come sempre i codici affettivi e le pulsioni umane, attraverso gli abili travestimenti con il sesso Allinizio del cinema amano camuffarsi. La pura essenza a cui tutti torneremo, la traccia consegnata al ricordo finché il caso non si stancherà di tramandarla.

La malvagia essenza che cancella continuamente persone, abitudini, concetti. In quella zona d'ombra grandi romanzieri come Javier Cercas L'impostore e ora Javier Marías hanno intravisto una riminiscenza di il sesso Allinizio del cinema, oppure soltanto il terreno fertile per ambientarvi una storia. L'infelice, dolente, avvenente Beatriz Noguera, moglie di Muriel, è il personaggio attraverso cui il mantra shakespeareano si svela nella sua matrice tristemente universale, rischiarando sotto la fredda luna le passioni le colpe i desideri e le meschinità del vivere umanomischiati insieme.

In un climax sconcertante a cui non consegue o corrisponde alcuna morale, solo un lontano sottofondo di pietà per le infelicità distribuite a caso dal tempo sleale. Quanti matrimoni del resto, come quello fra Beatriz e Eduardo, si fondano su un inganno preso per vero, su un patto di non belligeranza, su un presente instabile il sesso Allinizio del cinema per definitivo.

L'amore arriva sempre quando non deve all'appuntamento con le persone. Ma lo scopriamo solo dopo, alla fine di una vita o di un romanzo. Quando il tempo sfuma e appanna i contorni. Con un'amara meditazione sull'essenza della vita il grande scrittore boemo porta al culmine la rarefazione dell'arte del romanzo.

Romanzo che somiglia allo svolazzo di una piuma: incorporeo, inafferrabile, maliziosamente misterioso. Nelle nostre mani non è mai la conclusione di nulla, e benché non possiamo ammetterlo siamo destinati a soggiacere alla "orribile forza del presente". Cinismo e pietà, pessimismo e passioni si mescolano nella metafisica noir di uno dei più grandi scrittori viventi. Michele Lauro - 13 ottobre Leggi anche Milan Kundera, 'La festa dell'insignificanza' - La recensione Con un'amara meditazione sull'essenza della vita il il sesso Allinizio del cinema scrittore boemo porta al culmine la rarefazione dell'arte del romanzo.

Javier Marías, Gli innamoramenti Nelle nostre mani non è mai la conclusione di nulla, e benché non possiamo ammetterlo siamo destinati a soggiacere alla "orribile forza del presente".