La lotta si trasformò in orologio del sesso

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Fino a poco più di un secolo fa nessuno pensava che l'uomo potesse aver avuto anch'egli origine da una lenta e graduale evoluzione, perché tutti ritenevano che l'uomo fosse una creatura speciale, creata da Dio a Sua immagine e somiglianza e pertanto profondamente diversa da tutti gli altri esseri viventi.

Fu Charles Darwin, nelad affermare per primo, nel suo libro "The descent of Man" L'origine dell'uomoche anche noi siamo esseri viventi come tutti gli altri, e che quindi siamo soggetti alle stesse leggi che governano i fenomeni naturali. L'uomo, pertanto, deve aver avuto degli antenati i quali, a loro volta, dovevano possedere delle caratteristiche simili a quelle degli animali cui egli oggi assomiglia di più, cioè le scimmie.

Di qui il falso convincimento che Darwin avesse detto che la lotta si trasformò in orologio del sesso discende dalle scimmie. Andando molto indietro nel tempo, si arriverebbe a la lotta si trasformò in orologio del sesso pochi organismi primordiali che sono stati gli antenati di tutte le forme viventi attualmente presenti sulla Terra.

Prima di addentrarci nell'argomento forse è opportuno chiarire cosa intendano gli scienziati quando parlano di "teorie", e in particolare vedere che cosa dice la teoria evoluzionistica di Darwin.

Non riuscendo in modo coerente e logico a giustificare l'enorme varietà degli organismi viventi, l'uomo non seppe far di meglio, in passato, che ricorrere al concetto di creazione.

La lotta si trasformò in orologio del sesso questo punto di vista sarebbe esistito la lotta si trasformò in orologio del sesso dio, ovvero un'entità trascendente e dalle possibilità infinite, il quale avrebbe popolato la Terra di ogni sorta di esseri viventi e assegnato all'uomo un ruolo preminente.

Come tutti sanno, non esiste un unico mito della creazione: ogni cultura ne ha elaborato uno proprio, esclusivo e originale nei dettagli.

Tutti questi miti, tuttavia, proprio per la loro stessa natura, non sono delle teorie scientifiche. Non sono teorie scientifiche non solo perché da essi non è possibile trarre previsioni, ma anche per il fatto che non si possono confutare: non è possibile, cioè, dimostrare in alcun modo né che sono veri né che sono falsi.

I creazionisti spesso, con l'intento di sminuire la teoria evoluzionistica di Darwin, dicono che in fondo si tratta "solo di una teoria" e pertanto è assurdo pretendere che da essa possa scaturire la verità. Chi parla in questi termini non sa cosa sia una teoria scientifica.

Cerchiamo allora di spiegarlo in poche parole. Una teoria scientifica non è altro che un'ipotesi, cioè un'idea che si forma nella mente dell'uomo, dopo che questi ha osservato attentamente e scrupolosamente i fenomeni naturali e gli esperimenti di laboratorio. Una buona teoria non solo deve rendere ragione dei fenomeni dai quali essa stessa ha tratto origine, ma deve essere anche in grado di prevederne di nuovi da verificare in futuro.

Una teoria inoltre non è qualche cosa di fisso ed immutabile, valido una volta per sempre, ma uno strumento concettuale da sottoporre continuamente a verifica. Una teoria viene definitivamente abbandonata quando non è più in grado di spiegare in modo chiaro e coerente i fatti osservati.

Una teoria scientifica se è "solo una teoria", come dicono i creazionisti, è semplicemente tutto quello che deve essere. La teoria evoluzionistica di Darwin, come tutte le grandi teorie, è molto semplice e si basa su tre presupposti fondamentali.

Primo: gli organismi viventi, animali o piante che siano, fanno molti figli: molti di più di quelli che servirebbero per rimanere in equilibrio stabile con il cibo e con lo spazio che l'ambiente mette loro a disposizione.

Terzo: esiste fra organismi di specie diversa, e anche fra organismi della stessa specie, una lotta continua per la sopravvivenza. In questa lotta prevalgono gli individui più forti, ovvero quelli meglio attrezzati per accedere alle risorse che la natura mette loro a disposizione, ottenendo un vantaggio riproduttivo sugli individui più deboli.

A questo punto, torniamo alla storia evolutiva dell'uomo. Prima che Darwin, nelpubblicasse il suo libro sulla teoria dell'origine delle specie per selezione naturale, nella valle del fiume Neander presso Düsseldorf, in Germania, vennero rinvenuti i fossili di un cranio e di alcune ossa degli arti appartenuti ad un essere sicuramente umano, ma dalle caratteristiche strutturali molto particolari.

Quel reperto, ovviamente, non venne interpretato su basi evolutive ed anzi alcuni eminenti biologi del tempo ritennero potesse trattarsi dei resti di un uomo moderno, la lotta si trasformò in orologio del sesso o gravemente malato.

Per altri, invece, si trattava di un soldato cosacco dell'esercito russo le gambe arcuate erano la prova di una vita passata a cavallo che aveva partecipato alla guerra contro Napoleone nel e che, stremato dalla stanchezza le arcate sopraorbitarie prominenti erano il risultato del continuo aggrottamento dei sopraccigli per il doloresi era rifugiato in una caverna dove aveva trovato la morte.

A questa razza, di cui verranno rinvenuti in seguito molti altri esemplari, sarà assegnato il nome di "Uomo di Neanderthal" Homo neanderthalensis. L'uomo di Neanderthal doveva essere un individuo tarchiato, alto circa un metro e mezzo, con un cranio di spessore abnorme, lungo e stretto, ma con una capacità notevole oltre 1. Tutte queste caratteristiche portarono ad immaginare gli uomini di Neanderthal come esseri con l'aspetto da bruti che abitavano le caverne e che procedevano con un'andatura curva in avanti, simile a quella delle attuali scimmie antropomorfe.

Oggi sappiamo invece che l'uomo di Neanderthal non era affatto un essere bestiale, ma che aveva un'intelligenza e svolgeva un'attività molto simile alla nostra conosceva ad esempio il fuoco e seppelliva i morti, dimostrando di possedere rispetto per i defunti. Egli visse in un'epoca molto recente dai Egli quindi non è un nostro antenato, ma piuttosto una specie di uomo che ha avuto un iter evolutivo divergente rispetto al nostro, iter evolutivo che lo ha portato all'estinzione.

I nostri veri antenati hanno invece abitato l'Africa almeno 3,5 milioni di anni fa. Come abbiamo visto, con Darwin la comunità scientifica prese coscienza che anche l'uomo, come qualsiasi altra specie vivente, doveva aver avuto una propria storia evolutiva e si mise alla ricerca delle tracce della sua origine.

Nacque in questo modo la paleoantropologia, cioè la scienza che si occupa della ricerca e della catalogazione dei reperti fossili del genere umano. Tutti i ritrovamenti fossili riguardanti la specie umana sono stati rinvenuti praticamente nel secolo scorso la lotta si trasformò in orologio del sesso provengono in prevalenza dall'Africa, ma alcuni reperti importanti sono stati trovati anche in Asia e in Europa.

I reperti fossili, attualmente esistenti, non sono molti e potrebbero trovare sistemazione, al completo, in una sala da conferenze: tuttavia essi si sono dimostrati sufficienti per ricostruire, in modo soddisfacente, la storia evolutiva dell'uomo. Le scoperte di questi ultimi vent'anni hanno rimandato molto indietro nel tempo la data dell'origine della nostra specie, che prima si collocava intorno ai Queste ultime scoperte hanno anche chiarito definitivamente che il genere umano ha avuto le sue origini in Africa e non in Europa, come per lungo tempo si era creduto.

In realtà il convincimento che l'Europa fosse stata la culla dell'umanità non aveva alcun fondamento scientifico, ma si basava esclusivamente sulla presunzione che la civiltà europea fosse la più evoluta di tutte.

Per questo motivo, resti di Ominidi, rinvenuti a Giava e in Cina alla fine dell'altro secolo e all'inizio di questo, vennero interpretati la lotta si trasformò in orologio del sesso resti di scimmie e non come nostri reali antenati. Con il termine di Ominide oggi si indicano collettivamente tutti i tipi ancestrali della specie umana contraddistinti dall'andatura eretta. L'unica specie di Ominide che alla fine sopravvivrà alla selezione naturale sarà la nostra, quella che abbiamo chiamato Homo sapiens sapiens.

Due milioni di anni la lotta si trasformò in orologio del sesso vivevano contemporaneamente, in Africa, due tipi diversi di Ominidi: gli Australopiteci e quelli del genere Homo. Gli Australopiteci, il cui termine letteralmente significa "scimmie australi" cioè scimmie del sudin realtà non erano scimmie, ma uomini primitivi che si sono estinti senza lasciare discendenti.

Gli altri, gli Ominidi del genere Homo, sono i nostri più diretti antenati e si sono evoluti fino a pervenire alla nostra la lotta si trasformò in orologio del sesso. Le scoperte più sensazionali di questi ultimi anni sono rappresentate dalla famosissima Lucy e dalle tracce dei passi che tre individui lasciarono sulla cenere ancora calda di un vulcano dell'Africa più di tre milioni e mezzo di anni fa.

Lucy fu scoperta da una spedizione franco-americana guidata dai paleoantropologi Yves Coppens e Donald C. Johanson, nel Insieme ad ossa di coccodrilli, di roditori e di elefanti vennero ritrovate, nella valle desertica degli Afar in Etiopia, a una sessantina di kilometri da Addis Abeba, alcune ossa di Ominidi che poi furono riconosciute come appartenenti ad un unico individuo.

Quell'individuo era una giovane femmina vissuta più di tre milioni di anni fa. Le impronte di passi dei tre Ominidi furono rinvenute nelsu uno strato di cenere vulcanica fossilizzata, da una spedizione scientifica guidata dalla celebre paleoantropologa Mary Leakey, moglie dell'ancor più famoso Louis Leakey capostipite di una famiglia di ricercatori che da oltre cinquant'anni opera in Africa orientale nella cosiddetta valle del Rift Rift Valley.

Louis Leakey, figura ormai leggendaria nel campo della paleoantropologia, era nato in Kenia nel da un pastore inglese trasferitosi in quelle terre per assolvere alla sua missione spirituale; la morte dello scienziato avvenne in quella regione africana nel Nei pressi di Laetoli in Tanzania sorge un vulcano, oggi spento, ma che alcuni milioni di anni fa era attivo ed eruttava lava insieme ad una gran quantità di ceneri e di lapilli.

Su questo materiale polverulento, bagnato dalla pioggia, lasciarono le loro impronte tre ominidi che camminavano su due gambe come noi e i cui piedi non erano, per forma, molto diversi dai nostri.

L'anno successivo al ritrovamento di Lucy, la spedizione guidata da Donald Johanson fece un'altra scoperta sensazionale. Sul fianco eroso di una collina furono individuati i resti di un gruppo di individui che molto probabilmente morirono tutti insieme in seguito ad una catastrofe naturale, forse un'inondazione. Si trattava di esemplari con caratteristiche simili a quelle di Lucy. A tutti questi Ominidi venne alla fine assegnato il nome scientifico di Australopithecus afarensis da Afar, il deserto etiopico in cui fu ritrovata Lucy.

La caratteristica più singolare e in un certo senso più sorprendente dell'uomo è la posizione che il suo corpo assume nello spazio. La nostra specie è l'unica, fra tutti i mammiferi, a camminare in posizione eretta. La conquista della stazione e della deambulazione eretta, da un punto di vista evolutivo, dicono gli esperti, è di difficile acquisizione ed è molto più improbabile dello stesso sviluppo del cervello.

Un tempo si riteneva che la stazione eretta, lo sviluppo del cervello e l'uso degli utensili fossero stati acquisiti, dall'uomo primitivo, contemporaneamente; oggi invece i paleoantropologi la pensano in modo diverso.

Ma che cosa spinse l'evoluzione degli Ominidi in questa direzione? Come tutti o quasi sanno, l'evoluzione si realizza attraverso piccole variazioni casuali della struttura del DNA che si chiamano mutazioni e che si ripercuotono in altrettante lievi modifiche dell'organismo entro il quale tale DNA è contenuto. Le mutazioni, in sé, non sono né vantaggiose né svantaggiose per l'individuo che le subisce: tutto dipende dal modo in cui questo individuo reagirà alla prova dell'ambiente.

Sarà l'ambiente, in altre parole, a consolidare o a cancellare le variazioni che compaiono sull'individuo mutato. L'andatura su quattro arti è indubbiamente più comoda rispetto a quella bipede ed è anche quella che richiede minore dispendio di energia.

L'acquisizione dell'andatura bipede deve essere quindi interpretata come un avvenimento straordinario e niente affatto conveniente. La posizione eretta richiede infatti una ristrutturazione radicale della nostra anatomia, al confronto della quale lo sviluppo notevole dell'encefalo rappresenta un fenomeno di la lotta si trasformò in orologio del sesso importanza.

Spesso si parla di evoluzione in termini finalistici, come se un particolare cambiamento su di un organismo avvenisse con lo scopo di raggiungere un determinato obiettivo.

Le mutazioni la lotta si trasformò in orologio del sesso DNA e i cambiamenti che, conseguentemente, queste mutazioni producono sull'organismo, non possono avvenire in previsione di un ambiente in cui questi organismi non vivono ancora: la selezione naturale non ha né coscienza né preveggenza. L'acquisizione della stazione eretta, da parte dell'uomo primitivo, non avvenne per consentirgli di vedere meglio in lontananza, ma per garantirgli il mantenimento del tradizionale modo di vita in un ambiente che stava mutando, cioè nella foresta nella quale quell'organismo ancora si trovava.

La possibilità di vedere meglio in lontananza, per l'Ominide che aveva acquisito la stazione eretta, non fu quindi la causa dell'innovazione, ma piuttosto l'effetto della sua esistenza. Per concludere, poiché l'evoluzione non ha né scopo, né direzione, dobbiamo ritenere che l'acquisizione della stazione eretta da parte di scimmie primitive che abitavano la foresta sia avvenuta per caso ed abbia posto quegli animali in condizioni più favorevoli rispetto agli altri, perché ha consentito loro di mantenere il tradizionale modo di vita in un ambiente che stava mutando.

Ritorneremo sull'argomento. Oggi si ritiene che l'uomo sia fondamentalmente il risultato di un fenomeno biologico che prende il nome di neotenia. Con questo termine, che etimologicamente significa "prolungamento della gioventù", si indica la tendenza delle specie viventi a conservare, nell'età adulta, alcune caratteristiche fisiche embrionali. Vive in Messico un animale dall'aspetto curioso: il suo nome è axolotl.

Esso è cioè un essere immaturo nell'aspetto, ma adulto la lotta si trasformò in orologio del sesso funzioni. Questo strano animale è stato studiato in laboratorio e si è scoperto che, aggiungendo una minima quantità di iodio all'acqua in cui vive, esso si trasforma in salamandra.

Lo iodio è il costituente essenziale dell'ormone che produce la metamorfosi: se manca lo iodio nei laghi in cui la salamandra depone le uova, i girini che nascono non riescono a diventare adulti e muoiono. L'axolotl invece è sia in grado di trasformarsi in salamandra se le acque in cui vive sono ricche di iodio, sia di rimanere allo stato embrionale e continuare a riprodursi sotto forma di girino, se le acque sono prive di iodio.

Una mutazione improvvisa e fortuita deve aver determinato, in tempi molto lontani, la comparsa, su alcuni girini delle salamandre del Messico, degli organi sessuali maturi e quindi in grado di produrre spermatozoi e uova. Questi girini si sarebbero quindi trovati nelle condizioni di potersi riprodurre prima che si fosse compiuta la metamorfosi: in questo modo deve essere nato l'axolotl.

Ma che cosa c'entra la strana mutazione dell'axolotl con la storia dell'evoluzione umana? Anzi, non solo l'uomo, ma tutto il gruppo degli animali più evoluti, ossia i cordati, potrebbe essere il risultato di una mutazione neotenica avvenuta centinaia di milioni di anni fa.

I cordati sono un tipo o philum di animali, a cui appartengono i vertebrati, provvisti di una la lotta si trasformò in orologio del sesso cartilaginea dorsale che funge da organo propulsore e di sostegno. Ora, il fatto che non esista alcun invertebrato che assomigli ai cordati al punto da potersi candidare a suo antenato, esclude che i cordati possano essere derivati da una mutazione comparsa su qualche individuo adulto.

Viceversa la larva del riccio di mare, un animale che con i cordati non ha nulla da spartire, assomiglia a tal punto a questo gruppo di animali che molti ritengono che i cordati si siano evoluti proprio a partire dalla struttura immatura del riccio di mare che, al pari dell'axolotl, in seguito ad una mutazione, si è trovata in condizioni di riprodursi in virtù della neotenia. Anche gli uomini adulti, dicevamo, hanno molte caratteristiche neoteniche. La nostra testa, in altre parole, conserva dimensioni notevoli anche nell'età adulta, consentendo la produzione di una massa celebrale di grosse proporzioni.

Ma questa non è l'unica caratteristica neotenica che ci portiamo addosso. Il corpo glabro, ad esempio, è una caratteristica embrionale dei mammiferi i quali, da adulti, hanno tutti il corpo ricoperto di peli. Anche la pelle sottile e delicata, le ossa fragili e i denti di piccole dimensioni dell'uomo adulto, devono essere considerate caratteristiche embrionali dei mammiferi. Ora, facendo riferimento all'andatura bipede, si è osservato che essa richiede un ingrandimento degli arti inferiori ed uno sviluppo notevole dei muscoli.

Le modificazioni che non sono di natura neotenica sono da considerarsi non naturali e quindi di più difficile acquisizione. Abbiamo detto che la stazione eretta non è affatto una posizione naturale e tanto meno comoda come superficialmente si potrebbe la lotta si trasformò in orologio del sesso essa è una sfida alle leggi della gravità perché eleva il baricentro del corpo e lo colloca in una posizione di perenne instabilità.