Lo sport del sesso femminile

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Lo sport femminile è l'insieme lo sport del sesso femminile pratiche sportive condotte, in forma sia dilettantistica che professionistica, da persone di sesso femminile. Il rapporto delle donne con lo sport, documentato fin dall'antichità, ha pagato periodi di oscurantismo: testimoniato da ampi reperti archeloogici nel periodo romano ed ellenico, infatti, fu eclissato dopo la caduta dell'impero romano lo sport del sesso femminile per tutto il medio evo, riprendendo lentamente visibilità fino a ritrovare un proprio ruolo nella seconda metà del XIX secolo.

Ufficialmente ammesso sulla scena olimpica nelpaga ancora nel XXI secolo pregiudizi di natura culturale e religiosa, oltre ad avere in molti Paesi status dilettentistico in molte discipline che a livello maschile sono professionistiche.

Laddove esistono prove di pratica femminile di attività fisiche e sportive fin dal XIX secolo a. La marginalità della donna nel moderno movimento sportivo era anche la necessaria conseguenza di convenzioni sociali implicite in un' organizzazione della società che intendeva relegarla a un ruolo generalmente subordinato, limitato alla sfera dei lavori domestici e alla procreazione.

Esse sono state ammesse a un numero sempre crescente di prove, contro la mia volontà. Si dovette attendere la seconda parte del XX secolo per assistere a un aumentata partecipazione femminile nello sport, una crescita che evidenziava la volontà di raggiungere la parità dei sessi in campo sportivo, rimanendo in tal senso un indicatore in grado di testimoniare i progressi nello status sociale della donna. Mosaico del IV secolo a. La schermitrice italiana Valentina Vezzaliuna delle più titolate atlete olimpiche in assoluto.

Per quanto riguarda la funzione riproduttivala scienza medica considera infondata qualsiasi interferenza negativa con la pratica sportiva: nonostante il fermo imposto agli allenamenti e alle competizioni durante alcune fasi della gravidanza, non mancano esempi di campionesse che hanno fornito le loro migliori prestazioni dopo una gravidanza e un parto, generalmente con minor complicazioni del solito: Il più celebre è quello dell'olandese Fanny Blankers-Koen quattro volte campionessa olimpica a Londra quando già era madre di tre figli; nelinoltre, tre atlete incinte di quattro mesi parteciparono senza lo sport del sesso femminile ai Giochi di Melbourne.

Tra i casi più recenti va registrato quello di Valentina Vezzaliuna della più grandi campionesse, atleta che si è mantenuta ai massimi livelli, senza lo sport del sesso femminile di continuità, nonostante il fermo fisiologico e legale dovuto alla gravidanza: è divenuta campionessa del mondo nela quattro mesi dal parto, senza risentire di alcuni gap, neppure di quello dovuto semplicemente alla sospensione degli allenamenti.

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