Persuase la moglie del suo amico in trio

Michele Amico - MENUMALE

Sessuale maschile nella foto ass

Questo racconto di marito cornuto è stato letto 1 3 2 5 4 volte. Mia moglie Nadia ha trentuno anni ed è una gran bella donna. Ha un carattere amabile e il volto mediterraneo: grandi occhi bruni, sguardo dolce e labbra carnose. I suoi capelli sono talmente scuri da avere riflessi azzurrini. Ha pelle ambrata, silhouette snella, seni procaci e sodi con aureole pronunciate sulle quali svettano turgidi capezzoli. Tra le cosce ha un pelo folto e nero come le ali di un corvo, insomma una di quelle femmine che molti sognerebbero di avere per moglie.

Siamo sposati da quattro anni e abitiamo in una villetta di proprietà. Fino alla tarda primavera del ho vissuto con la certezza che la nostra vita coniugale sarebbe trascorsa persuase la moglie del suo amico in trio e senza scossoni per molto tempo a venire. Avevamo in progetto dei figli ma volevamo attendere qualche anno ancora e siccome lei voleva le eiaculassi sempre dentro, anche nel suo persuase la moglie del suo amico in trio fertile, prendeva persuase la moglie del suo amico in trio la pillola.

Sposato e sulla quarantina, Paco era un tipo brevilineo non particolarmente bello ma robusto come un torello, sempre pronto alle battute con il doppio senso e a raccontare barzellette pepate.

Fui io stesso quel giorno ero a casa che li invitai a rimanere a pranzo dai noi. Il giorno persuase la moglie del suo amico in trio Paco e il suo socio lavorarono fino alle cinque del pomeriggio benché fosse sabato. Quando rientrai in casa sorpresi mia moglie e Paco che parlottavano sottovoce.

Voltandomi le spalle non si accorsero della mia presenza. Vu… ave la prova? Vidi mia moglie annuire e dirgli qualcosa sottovoce. Si mosse per entrare nel vestibolo che divideva il resto della casa dalla nostra zona notte e dal bagno. Paco la segui. Notai Amos fare un risolino tra i denti. Subito dopo vidi uscire Paco e mia moglie dal vestibolo.

Lei aveva le gote accese persuase la moglie del suo amico in trio uno strano rossore. Fece quasi un sobbalzo quando si accorse della mia presenza e le sue guance divennero ancora più accese. Mi disse che aveva accompagnato in camera nostra Paco perché le desse un consiglio sulla tonalità di colore da dare alla camera e al bagno.

Fu al ristorante, mentre pranzavo con Daniela e i miei suoceri, che incominciai ad avvertire secchezza alle narici. Partii alla solita ora, otto e mezzo del mattino. Salutai Paco e Amos già intenti a lavorare. Notai che entrambi avevano la barba rasata di fresco e avvertivo odore di colonia, dettagli che avrebbero dovuto insospettirmi, ma come potevo dubitare di una moglie amorevole come Nadia.

Mi diede un bacio appassionato, facendomi sentire la lingua in bocca. Avevo fatto una trentina di chilometri in autostrada quando incominciai ad avvertite la fronte scottarmi. Il proprietario della ditta mi disse che avevo una brutta cera.

Gli rivelai di non sentirmi particolarmente in forma. Non mi andava di cercare il proprietario e magari mettermi a discutere. Decisi di cercare un posteggio lungo la strada. Lo trovai distante una cinquantina di metri. Mi affrettai a raggiungere casa. Vidi le porte delle stanze chiuse; notai, in un angolo, sopra un telo di cellofan, del materiale edile.

Il silenzio regnava sovrano. Temetti che uno dei due muratori fosse caduto dallo scaleo e che ci fosse stato bisogno di accompagnarlo al pronto soccorso.

Che altro dovevo pensare? Stavo per aprire la porta di camera quando udii un gridolino, seguito da una frase. Oh mamma mia, mi fai volare al settimo cielo, Paco. Avvertii un brulichio tra i capelli, come fosse causato da mille formiche. Rimasi impietrito nel vestibolo semibuio. Mi giunse la voce di Paco che disse: - Nadia, la tua fica è il pozzo delle delizie. Tuo marito non ce la fa a toccarti il fondo? Hai la fica troppo ospitale e voglio scoparti ancora a lungo.

Adesso provo a distrarti facendoti parlare. Tua moglie - ha la vagina profonda come la mia? Sapessi quante volte ho provato a dirgli di venirmi in bocca, senza riuscirci. Sostiene che quelli sono atti degradanti che umiliano la dignità della donna. Non farmi dire la parola, Paco. Adesso ti ritrovi a tradirlo con un desiderio di trasgredire arretrato di anni.

Non lo avresti fatto se ti avesse dato la possibilità di sfogare la tua sensualità? Amo mio marito, anche se ignora le mie carnalità. Quale stupida curiosità era la mia? La fronte mi scottava. Riuscii a trattenere lo stimolo di tossire. Mi chiesi se ci fosse anche Amos: non avevo sentito la sua voce.

Che cosa stavano facendo adesso? Nella camera era calato il silenzio. Era un azzardo ma dovevo costatare. Allungai la mano verso la maniglia, poi la ritrassi. Un conto era sentire le voci, un altro guardare. Sarei potuto persino svenire. Il silenzio seguitava. Adesso torna a baciarmi. Tornai a premere la mano sulla maniglia. Aprii la porta di una fessura e quel che scorsi, mi fece tremare le gambe. Indossava solo le autoreggenti a rete e le scarpe rosse, con tacco dieci, quelle che metteva quando andavamo a ballare il liscio.

Lui stava fermo, sopra il suo corpo. Mi azzardai a scostare di più la porta, solo un paio di centimetri per avere una visuale più ampia. Nadia e Paco si baciavano in modo che giudicarlo appassionato, era dire poco. Le loro bocche, aperte, costringevano le labbra a premere le une contro le altre.

Ero talmente sconvolto che nemmeno avvertivo più di essere febbricitante. Giudicai il suo pene non più grosso del mio, ma aveva una tale tensione erettile che il suo glande sembrava guardasse il soffitto. Potevo vedere il suo cazzo fuoriuscire, a volte completamente dalla vagina di Nadia, poi tornare a immergersi in essa. Era un cazzo che doveva superare veramente i venti centimetri di lunghezza, ma era la sua grossa mole a farlo diventare proporzionato. Rompimi la fica, sfondami e non venire ti prego, voglio che tu mi scopi ancora e ancora e ancoraaa!

Chiavami per tutta la vita! Come poteva accadere? Perché la mia mente reagiva in quel modo? Mia moglie mi tradiva, nel mio letto coniugale, con un rapporto sessuale a tre, si faceva trombare da un tizio che aveva il cazzo proporzionato alle dimensioni della torre di Pisa, tuttavia, per qualche reazione imponderabile dei sensi, avevo il cazzo duro. Forse il cervello poteva avere reazioni talmente strane da reagire in modo opposto alla logica?

Adesso potevo vedere, completamente, la sua mazza di carne pulsante che dondolava maestosa come fosse il totem della virilità. Mi sentii di avere tra le gambe un lombrico. Adesso voglio vederti fare un pompino ad Amos. Ho dovuto rinunciare a sodomizzarla, per adesso, perché avverte persuase la moglie del suo amico in trio dolore.

Al suo secondo canale ci pensa Amos che intanto mi fa da apripista. In compenso sua moglie ha la bocca molto larga: riesce a ficcarsi in gola più della metà del mio cazzo e ha un culo molto ospitale. Quelle rivelazioni erano la prova di quanto fossero cambiati i rapporti interpersonali e sembrava che molti persuase la moglie del suo amico in trio supplissero allo scorrere implacabile del tempo, dedicandosi alla materialità del sesso trasgressivo.

Adesso leccagli la cappella, tiragli più in basso il prepuzio e con la punta della lingua stuzzicargli il frenulo. Lo senti come gode Amos, come geme? Glielo permetterai? Mi resi conto che la mia eiaculazione sarebbe inevitabilmente schizzata sulla porta. Dovevo evitare che, a tresca finita, si accorgessero che rivoli di sperma erano colati lungo essa.

Come potevo fare per evitarlo? Ripensai di avere, in una tasca della giacca, il pacchetto di fazzolettini di carta che mi aveva dato il mio cliente. Ti danno fastidio i peli? Dedussi, dolorosamente, che Paco volesse verificare se mia moglie avesse capito che cosa le era rimasto ancora da leccare.