Sex symbol del cinema russo

Felicity. [18+] A young girl flies to Hong Kong, where desires awake in her. Drama - Romance

Potenziare la formazione membro

È entrato nella storia del cinema per aver interpretato ruoli da protagonista in alcuni kolossal fra gli anni 50 e Figlio di Boris Bryner e Marusja Blagovidova, Brynner sostenne con la stampa statunitense di essere nato Sex symbol del cinema russo sull'isola russa di Sachalin col nome di Tadje Khan, da un padre di nazionalità russa con origini in parte mongole e in parte siberiane.

Esistono versioni differenti sia sulla data sia sul luogo di nascita. Yul Brynner e i suoi figli sono cittadini del comune elvetico di Möriken-Wildegg [2]. Sussistono dubbi sulla veridicità di quanto dichiarato da Brynner sul proprio anno di nascita: in primis perché su varie biografie sono attestati anche il e ilin secondo luogo perché proprio quest'ultima data è riportata sulla sua tomba, che comunque non necessariamente costituisce prova definitiva.

I motivi per cui l'attore abbia dato informazioni inesatte non sono chiari. Invece quel che appare come un dato incontrovertibile è che il padre di Yul Brynner fosse un russo di famiglia ebraica e la madre fosse figlia di un padre russo - ebraico e di una madre russo - rom.

Sull'onda del successo teatrale, i produttori cinematografici Charles Brackett e Darryl Zanuck acquisirono i diritti della pièce per trarne un film, affidando la regia a Walter Lang e i ruoli dei due protagonisti ancora una volta a Brynner e a Deborah Kerr. Il ballo tra i due Sex symbol del cinema russo protagonisti, sulle note di Shall Sex symbol del cinema russo dance? Il film ottenne un successo enorme ai botteghini di tutto il mondo, grazie a una notevole raffinatezza stilistica e di racconto e soprattutto grazie alla caratterizzazione di alcuni personaggi attorno i quali ruota la vicenda, che rimane in larghissima parte debitrice all'originale film giapponese dal quale sono riprese precisamente molte situazioni.

Nulla di ufficiale fu detto né su questa diatriba né sull'eventuale pomo della discordia, per cui tutto rimase sul piano di una speculazione priva di conferme. Sul finire degli anni settanta la carriera di Brynner sembrava avviata al declino. Il film ebbe tuttavia un ottimo riscontro di pubblico e la carriera di Brynner riprese temporaneamente slancio. Il mondo dei robot s'impresse fortemente nella cultura popolare americana, arrivando ad avere un sequel nel film Futureworld - anni nel futuro.

Attore poliedrico, versatile, e capace di reggere senza problemi ruoli drammatici e più "leggeri", Brynner era caratterizzato da una recitazione enfatica, in parte retaggio delle sue origini teatrali, in parte dovuta alla tendenza dell'epoca.

Pur non essendo molto espressivo, Brynner aveva uno sguardo penetrante che sapeva sfruttare al meglio nella caratterizzazione dei suoi personaggi. Forse per questo la sua carriera conobbe un prematuro e immeritato declino nel momento Sex symbol del cinema russo cui i generi sopracitati iniziarono a perdere appeal nei confronti del pubblico, soprattutto per i western e i kolossal biblici che dalla metà degli anni settanta videro l'inizio di una crisi che, forse, si è risolta solo negli ultimi anni, nei quali stanno conoscendo una Sex symbol del cinema russo di "rinascita".

Yul Brynner all'epoca del suo massimo successo era considerato un sex symbolanche grazie a quello che è divenuto il suo vero marchio di fabbrica: il capo rasato. Apparve nuovamente con i capelli, non sempre suoi, in alcuni film come Sex symbol del cinema russo e la regina di SabaTaras il magnificoViva! Viva Villa!

Il successo di quel look particolare per l'epoca fu tale che si sente molto spesso l'espressione "alla Yul Brynner" per designare la rasatura a zero dei capelli e i riferimenti nella cultura popolare di questo genere di espressioni abbondano. A Brynner furono inoltre attribuite due relazioni durante gli anni Sex symbol del cinema russo con Marlene Dietrich e Judy Garland.

Yul Brynner fu un grande appassionato di fotografia e un eccellente fotografo. Le sue immagini sono state raccolte in quattro volumi; tra queste vi sono ritratti di momenti di svago in famiglia e sul set, e prove artistiche di notevole livello. Fu anche un ottimo chitarrista. È ancora possibile reperire il video di qualche sua esibizione.

Secondo quanto riferito da sua figlia Victoria in un'intervista, pare che nell'ultima parte della sua vita Yul Brynner fosse diventato buddista [3]. Noto per essere un gran fumatore in molte delle immagini che lo ritraggono in attimi di svago, raramente lo si vede senza la sigaretta tra le dita nel Yul Brynner contrasse il cancro ai polmoni.

Il luogo della sua sepoltura è segnato solo da una semplice lapide di pietra che riporta nome, cognome e date di nascita e morte. La sua casa natale di Vladivostok è stata trasformata in un museo. Sempre a Vladivostok gli è stata eretta una sua statua a grandezza Sex symbol del cinema russo che lo ritrae con i costumi del Re del Siam, Sex symbol del cinema russo classica posa che più volte assume durante il Sex symbol del cinema russo gomiti larghi, pugni chiusi sui fianchi.

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