La storia di come mia madre convinse il figlio a fare sesso

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È una storia di sanità precaria e di interventi impossibili. È la storia di Viola. Ce la vuoi raccontare? È la storia di un altro mondo: la mia famiglia, i miei genitori, i miei fratelli e le mie sorelle. Sono nata il 12 dicembre e sono di religione cattolica.

Oggi sono Viola, ma il mio vero nome è Pablo. Sono cresciuta con la mia famiglia in Colombia: mia mamma, mio padre e la zia Maria Luisa, sua sorella. Provengo da una città che si chiama Popayan, situata nel Dipartimento di Cauca, nella parte sud est del paese colombiano. La mia era una famiglia allargata, oltre alle mie tre sorelle e ai miei tre fratelli di sangue, sono.

Ero un ragazzo come tutti fino a diciassette anni e mi piacevano molto le donne. Pensa che in casa avevamo una ragazza che veniva a la storia di come mia madre convinse il figlio a fare sesso le pulizie e che fisicamente, mi attraeva molto.

E Pablo, cioè io, ha avuto anche un flirt con questa ragazza. Ero un gran passionario, amavo le donne e me le la storia di come mia madre convinse il figlio a fare sesso permettere perché ero un gran bel ragazzo. Un giorno mi sono accorta di un ragazzo che abitava di fronte casa mia, il cui papà era morto da tanti anni. Poi dopo la prima educazione sono andata in una scuola superiore a pagamento, per diplomarmi in psicologia.

Nella capitale, per un primo periodo ho vissuto da un mio cugino, figlio di mia zia Maria Luisa. A la storia di come mia madre convinse il figlio a fare sesso tempo ero ancora Pablo, ma avevo capito che i miei gusti sessuali si erano già orientati in un altro senso sebbene nelle sembianze rimanessi ancora uomo.

La storia di come mia madre convinse il figlio a fare sesso ti sei riuscita ad ambientare? Pur essendo nelle sembianze ancora un maschio, indossavo vestiti eleganti, moltissimi gioielli e frequentavo ricchi ragazzi omosessuali. Cominciai a farmi chiamare con un nome diverso, ancora da uomo, ma non più Pablo: per i clienti ero Vicente. Insomma a Bogotà ho iniziato a fare la bella vita. Avevo poco più di diciotto anni. Da quando ero arrivata a Bogotà i rapporti con i miei familiari avevano iniziato ad essere sempre più superficiali.

Diventammo intime finché mi propose di trasferirmi nel suo appartamento dove iniziai a lavorare anche di giorno organizzando con il telefono appuntamenti tra ragazze e ragazzi che volevano conoscersi.

Una volta la storia di come mia madre convinse il figlio a fare sesso successo che un cliente mi ha lasciato Io da sempre avevo il sogno di andare a Parigi e adesso con quei soldi avrei potuto trasformarlo in realtà. Quindi è stato a Parigi che hai iniziato a riconoscerti pienamente come una donna? Ho eliminato la barba, ho fatto crescere i capelli, ho cominciato a truccarmi e a vestirmi da donna.

Mi sono poi sottoposta a dei trattamenti molto costosi, di elettrolisi, che rendono il pelo debole alla radice, per eliminare tutta la barba. A Parigi ho vissuto per ben sette anni. Parigi era splendida. Iniziai anche a fare degli spettacoli in alcuni locali, guadagnavo bene ed ero felice e soddisfatta di quello che facevo. Poi un giorno conobbi un uomo che aveva un bel negozio di abbigliamento e che mi parlava sempre di Roma, della sua bellezza e della sua eleganza.

Quando sono arrivata ero una bellissima ragazza. Ero ambitissima e molte delle ragazze erano gelose del mio successo. Da una vita agiata alla strada.

Cosa ti ha portato a diventare una persona senza dimora? Un giorno, un incontro con un cliente è finito male per vari motivi. Sono stata derubata di tutti i miei averi, malmenata, abusata e pestata a sangue. Quel giorno è finito tutto. Stavo alla fine del binario Evidentemente non sapevano se mettermi nei centri per uomini o in quelli per donne. Solo un paio di anni fa sono riuscita finalmente a trovare accoglienza e un letto dove dormire nei circuiti istituzionali. Ormai sono dodici anni che non mi prostituisco più: no droga, no alcool, no sesso.

Ho pagato cinquecento dollari per questa operazione: ero convinta che il silicone rendesse più belle le gambe. È stato terribile. Ora, dopo tanti anni, ho delle grandi difficoltà dovute proprio a questa ragione: ho gambe e piedi gonfissimi che mi portano numerosi problemi di salute oltre al fatto che peso ormai più di centocinquanta chili.

I servizi sociali mi stanno aiutando a portare avanti questo percorso, che mi vede spesso in ospedali e centri di ascolto. Oggi dormo al centro notturno Binario 95 e una rete molto ampia di servizi sta seguendo il mio caso. Il mio spirito di donna desidera orecchini e profumi. Li richiedo spesso, e ogni tanto qualche volontaria mi fa dei doni di questo tipo che io apprezzo moltissimo. Penso nella mia vita di avere seguito la strada giusta, quella dettata dal cuore. Io non sono né troppo giovane né troppo vecchia: ora come ora vorrei tanti soldi, in modo da poter fare una vita dignitosa in una casa confortevole.

Ma io sono anche molto vanitosa, quindi mi piacerebbe avere oro e pellicce [ndr: sorride]. Ma soprattutto quello che vorrei ricevere dallo Stato italiano sono tutti i documenti per essere una libera cittadina italo-colombiana. Mi piacerebbe davvero poter chiedere questa cosa direttamente al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. E magari in questo Shaker mi potrà aiutare. Binario La mia era una famiglia allargata, oltre alle mie tre sorelle e ai miei tre fratelli di sangue, sono cresciuta insieme ai figli la storia di come mia madre convinse il figlio a fare sesso mio zio, il quale ha provveduto alla mia educazione.

Cosa è successo a diciassette anni? Come era stata la tua vita fino a quel momento? Cosa raccontavi alla tua famiglia? Perchè a un certo punto hai deciso di lasciare la Colombia? Quanto tempo sei stata a Parigi? Come era Viola a Roma?

A quali interventi hai dovuto sottoporti per diventare una donna? Cosa stai facendo per risolvere le tue questioni sanitarie? Se qualcuno volesse farti un regalo cosa chiederesti?

Vorresti cambiare qualcosa della tua vita? Alessandro Radicchi.