Storie di sesso stupro in un cantiere

"Mi perforò il timpano con un pugno. Il sesso? Era ossessione": storie di donne vittime di violenze

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Una sola grande strada asfaltata portava via da li, una strada trafficata solamente la mattina presto, quando si caricavano e scaricava le imbarcazioni del porto. Il resto della giornata era praticamente deserta, con dei lampioni radi e storie di sesso stupro in un cantiere luce fioca. Lucia era una di queste: figlia di gente dal reddito molto modesto, che a causa di affari andati male avevano perso quel poco che erano riusciti ad accumulare, ritrovandosi in miseria.

Aveva fatto poche amicizie, ma una ragazza che viveva li da qualche anno le aveva raccomandato di non fare mai tardi la sera, o se era inevitabile di farsi accompagnare a casa e comunque di non trovarsi mai sola di notte. Fino a quel momento Lucia era riuscita bene o male a seguire quei saggi avvertimenti, ma questa sera era stata storie di sesso stupro in un cantiere molto di più del suo normale orario di lavoro a causa di un guasto alle pompe idriche, che avevano insudiciato un intero locale.

La sua modesta casa non era molto distante, diciamo circa quindici minuti a piedi, a passo normale. I suoi passi veloci echeggiavano nei vicoli sinistri, mentre le leggere onde del mare cullavano quel movimento agitato. Più della metà dei lampioni erano fuori uso.

Non molto lontano da lei, qualcuno aveva iniziato a camminare, velocemente. Si girava di scatto ogni due secondi quasi correndo, ma non riusciva a vedere nessuno. Ma una mano più piccola e fredda le bloccava la gola, impedendole di emettere qualunque suono.

Lucia rimase immobile con la punta del coltello a pochi centimetri dal viso. Reggiseno che venne tagliato di netto da davanti, grazie al coltello affilato, rivelando due tette nella norma ma rosee e sode. I capezzoli erano duri e turgidi vista la bassa temperatura del porto. Le mani forti e dure presero a palparla forte, strizzando e stringendo quelle tette come se non avessero mai toccato una donna. Poi Lucia venne costretta ad alzarsi in piedi, e minacciata per slacciarsi e sfilarsi i jeans.

Erano jeans stretti e rigidi, la ragazza li tirava giù lentamente e non con poca fatica, singhiozzando, fino a lasciarli alle caviglie. Di nuovo le mani rudi si avventarono sul sesso della ragazza, aprendo e chiudendo quella figa, strizzando il clitoride e le chiappe bianche e sode. La lasciarono li a terra, mezza nuda, infreddolita e sporca di liquido seminale. Ordina per: Piu votati Piu letti Ultimi racconti Piu commentati. Ore piccole al porto — 6 Aprile Postato in: StupriTrasgressivi. Le persone che hanno letto questo racconto hanno letto anche: Il pugile e sua moglie Il vero horror Sfogati con me Il killer senza scrupoli parte 1 Luisa la più bella storie di sesso stupro in un cantiere scuola Un incontro a tre davvero speciale La studentessa di legge in metropolitana Scopata pazzesca in ascensore Scopata da tre uomini contro la mia volontà Paolo il cugino di campagna La vacanza al mare di Monica e Giulia parte I Serata nel bagno del cinema.

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